Figura radicale accusata di essere un messaggero della mafia

Antonello Nicosia, una figura di spicco del partito dei radicali italiani, è stato arrestato lunedì in relazione alle accuse di aver fatto da messaggero per i capi della mafia durante le visite in carcere, secondo fonti.

Nicosia è stata tra le cinque persone incarcerate nell’operazione di lunedì, ordinata dalla procura di Palermo.

Anche Accursio Dimino, un boss del clan Sciacca Cosa Nostra che è stato riacquistato la libertà nel 2016 dopo aver scontato due pene detentive, è stato preso di mira nell’operazione.

Nicosia, accusata di associazione mafiosa e di favoreggiamento, è da molti anni sostenitrice dei diritti dei detenuti.

Avrebbe preso messaggi da mafiosi in carcere durante le visite in carcere che ha condotto grazie ai legami con la deputata Giuseppina Occhionero, che è stata eletta membro del gruppo LeU di sinistra, ma che di recente si è unita al partito centrista Italia Viva (IV), e li ha trasmessi ai mafiosi nel mondo esterno.

Occhionero non è sotto inchiesta ma sarà interrogata come testimone, hanno detto le fonti.

Nelle registrazioni di intercettazioni telefoniche citate nel mandato di detenzione, Nicosia avrebbe insultato il magistrato ucciso antimafia Giovanni Falcone e definito il fuggitivo Cosa Nostra boss Matteo Messina Denaro “il nostro primo ministro”.

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